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La Riforma del Terzo Settore raccontata da Riccardo Bonacina

Associazione semplice oppure onlus? Associazione culturale oppure di promozione sociale? E la cooperativa sociale dove si colloca? Il 5 per mille è stabilizzato oppure no? E del Servizio Civile che ne sarà? Vale la pena coltivare visioni a lungo termine? Sono solo alcune delle domande su cui si arrovellano gli operatori del terzo settore. Ne parliamo sabato 21 marzo 2015, a Lecco in Corso Martiri della Liberazione 28 con Riccardo Bonacina, Direttore di VITA e uno dei massimi esperti nazionali sulla tematica.
L’evento è accessibile a tutti i soci APIS regolarmente iscritti, agli aspiranti soci ed ai dirigenti degli enti interessati alla tematica. È richiesta la prenotazione da effettuare scrivendo ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’evento è inoltre accessibile in streaming, iscrivendosi qui.

Fino ad oggi, chiunque si è trovato di fronte al desiderio di creare oppure di amministrare un ente del terzo settore si è inevitabilmente scontrato con un mondo burocraticamente complesso e, direbbe Zamagni, hobbesianamente attestato sulla presunzione di malizia nei cittadini, da arginare a colpi e fasci di norme e cavilli sino a paralizzarne l’azione. Il contesto di congiuntura economica attuale ha rappresentato un trampolino importante per l’imprenditoria sociale che è si è ampliata reggendo la crisi ed anzi crescendo e specializzandosi maggiormente, e che però ancora non può ancora contare su un impianto normativo solido coerente e soprattutto aggiornato al reale stato dei fatti. Quello, per intenderci, che ha evidenziato l’ultimo Censimento dell’Industria e dei Servizi dell’ISTAT (2011). 

La riforma che l’attuale governo ha messo in moto col Disegno di legge Delega al Governo per la riforma del Terzo settore (n° 2617) punta all’adozione di un “Testo Unico del Terzo Settore”, e sembra andare nella direzione sperata:  

Esiste un’Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della vita delle persone. È l’Italia del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no-profit, delle fondazioni e delle imprese sociali. Lo chiamano terzo settore, ma in realtà è il primo. (Governo Italiano, Linee guida per una Riforma del Terzo Settore, 13 maggio 2014)

È un disegno che parte da lontano, e ha al proprio interno diverse anime, come sempre trasversali alle molte identità che innervano il Terzo Settore. Pensiamo solo a Stefano Zamagni, che da più di vent’anni invoca per il Terzo Settore la “madre di tutte le riforme”, quella riforma del Codice Civile che aiuti a superare il dualismo tra Stato e Mercato e contribuisca definitivamente a sdoganare l’impresa sociale dalle pastoie in cui si trova. Noi abbiamo questa volta il piacere di confrontarci con Riccardo Bonacina, che più di tutti ha promosso un largo confronto nel Terzo Settore sulle proposte di riforma. Lo ringraziamo di vero cuore.

E ringraziamo anche APIS Lombardia, il secondo gruppo regionale che si costituisce all'interno della nostra Associazione nazionale, grazie all'entusiasmo e alla generosità delle socie e dei soci lombardi e del referente locale Luca Rossi. Sono solo ai blocchi di partenza, eppure partono già grandi! Un augurio di buon lavoro a tutti loro!