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Studi sociali

b2ap3_thumbnail_Convegno_parterre.jpg*Testo della relazione introduttiva tenuta da Antonio Finazzi Agrò in occasione del Convegno del 17 maggio 2019 presso l’Università Roma Tre, Facoltà di Economia e Commercio

Care socie e cari soci, 

a rendere estremamente difficoltoso, e insieme appassionante e suggestivo, il percorso compiuto per adottare la norma tecnica che oggi presentiamo, non è tanto il sostantivo “progettista”, quanto l’aggettivo “sociale” che lo accompagna. Chi sia infatti e di cosa si occupi un progettista, indipendentemente dal suo ambito di intervento, è su un piano strettamente intuitivo preliminarmente chiaro. La progettazione è ciò che “sta sotto” alle attività, è ciò che ne costituisce la struttura predittiva, riflessiva e di costante verifica in base alla quale il nostro lavoro non si affida giorno per giorno al caso o all’improvvisazione, ma si dota all’inizio e si attiene in seguito a una regola. Come ripeto spesso nei nostri corsi, raccordandomi a un'insigne tradizione filosofica, progetto e progettazione sono radicati in noi come “esistenziali”, strutture cioè che chiarificano l’esistenza umana.

Ma invece cosa intendiamo con “sociale”? Sociale è evidentemente una di quelle parole ombrello, a estensione massima e intensione minima, che parrebbe fatta apposta per gettare nel massimo imbarazzo teorico chiunque si attenti a pronunciarla. Con buon indice di approssimazione diciamo che per sociale intendiamo il modo in cui le società funzionano, si articolano al proprio interno, organizzano i propri scambi endogeni e quelli con le altre società, individuano scopi e obiettivi collettivi, elaborano prospettive e valori di riferimento, perseguono il massimo possibile di benessere equamente distribuito. Se sul piano delle politiche pubbliche è invalso l’uso di identificare, soprattutto per esigenze di carattere amministrativo, il sociale in opposizione ad altri ambiti di intervento, primo fra tutti il sanitario, noi dobbiamo confessare che su un piano più originario la coppia sintagmatica di riferimento da cui il sociale trae l’insieme delle sue significazioni è “sociale” versus “individuale”. È sociale tutto ciò che tocca una comunità di persone, e soprattutto ciò che investe il fondamento che queste persone tiene insieme.

bertinoro-2017.jpgRiuscirà il Terzo Settore a compiere la sua “transizione” da settore residuale e compensativo schiacciato tra stato e impresa ad attore primario della co-generazione e ri-generazione sociale, in una fase di tumultuoso “cambio di paradigma” dei modelli di scambio sociale determinati dalla crisi economica del 2008? È questa la domanda chiave introduttiva delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, tenutesi il 13 e 14 ottobre 2017.

Come si vede, si tratta di una regressione della domanda e del suo fuoco di indagine dagli aspetti strettamente tecnico giuridico che concernono la cosiddetta Riforma del Terzo settore – pur da non sottovalutare, se si pensa che la transizione giuridica verso nuove fattispecie è ancora di fatto in fieri, finché non saranno adottati i non pochi decreti attuativi che dovranno precisarne il perimetro d’esercizio – ad aspetti più decisivi legati alla capacità effettiva del Terzo Settore, in fase di ri-forma, di dare a sua volta nuova forma ai processi sociali che attraversano, compaginano o scompaginano il Paese. È insomma in questione la capacità complessiva del comparto di articolare una normatività sociale senza la quale ogni iniziativa legislativa è destinata a restare lettera morta...

b2ap3_thumbnail_Intangibile.jpgIl CSV di Bologna ha organizzato il 6 aprile scorso un incontro dal titolo “L’intangibile nella progettazione sociale”. Questo incontro seguiva la pubblicazione di un numero di Vdossier dedicato allo stato attuale della progettazione sociale. L’incontro è stato interessante per vari motivi, ma quello che mi ha colpito maggiormente è che si è provato a parlare di tutto quello che fa parte della progettazione sociale, ma non è così codificato e definito.

È stata l’occasione per incontrare persone che provano anche a fare le cose diversamente, come Dino Cocchianella del Comune di Bologna…questa è stata un po’ la sensazione, essere tra persone che provano a realizzare progetti in modo un po’ nuovo. Ma nuovo come? Diversamente perché? Intanto va apprezzato che si è provato a parlare di progettazione sociale…

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