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Auguri di fiducia e desiderio

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b2ap3_thumbnail_desiderio.jpgCare socie e cari soci,
mentre anche quest’anno procede oltre la sua mezzanotte, superando il suo punto più oscuro, penso a che auguri formulare, a noi che per mille versi lavoriamo all’umanizzazione del mondo, delle centinaia di mondi di vita in cui con tutta modestia, con scarsi mezzi e giorno per giorno operiamo.

Non credo sia troppo affermare che il senso ultimo della progettazione sociale sia umanizzare i tempi e i luoghi che attraversa, perché ciascuno sia disalienato, restituito a sé e agli altri. Forse questo è in radice lo scopo di qualunque lavoro. Senz’altro questa è la matrice remota del Welfare: Ricoeur lo insediava al centro della sua etica, definendolo così: “Una vita buona, con e per gli altri, all’interno di istituzioni giuste”.

Io credo che, nel complesso capitale sociale a cui occorre attingere per un tale scopo, due risorse risultino oggi particolarmente scarse: la fiducia e il desiderio.

La fiducia è quella traiettoria che mi porta a intrecciare il mio sentiero con quello di un altro, alleandomi con lui in vista di uno scopo comune, o di un reciproco vantaggio, scommettendo che in questo modesto esodo da me non sarò né diminuito né annichilito. Ormai sappiamo che la dinamica sociale della fiducia è persino un fondamentale economico, e che senza di essa non c’è uscita possibile dalla stagnazione. Giustamente osservava Michele Serra che

Il problema — profondo — è che senza fiducia negli altri una società non ha alcuna prospettiva di migliorare, forse nemmeno di sopravvivere. Anche perché costringe ognuno a sopravvalutare fino al ridicolo (e fino alla rovina) le proprie capacità di fare a meno delle competenze altrui (La Repubblica, 6 settembre 2016).

Ma la fiducia ha anche il carattere del rinvio: sospende un soddisfacimento autonomo e immediato, e lo rinvia all’incontro e alla mediazione con altri. La fiducia è asincrona, fonda cioè il desiderio. E il desiderio a me sembra sempre più la sola forza propulsiva di civiltà e umanizzazione della storia: è in quanto desideriamo oltre il soddisfacimento dei nostri bisogni individuali che come singoli e comunità progrediamo. Progrediamo in quanto speriamo, ed è dalla qualità dei nostri desideri e speranze collettive che decifriamo la qualità del nostro progresso.

Ora, dei molti auguri da formularci in questo Natale, io sento di poterci augurare proprio questo: di essere noi anzitutto fiduciosi e desideranti, perché un progetto non è altro che questo: un rinvio al futuro, al desiderabile, una scommessa su ciò che non è dato, e che per essere ottenuto richiederà mediazione con altri, incontro e negoziazione, uscita dai perimetri organizzativi e personali:

Può darsi che domani spunti l'alba dell'ultimo giorno: allora, non prima, noi interromperemo volentieri il lavoro per un futuro migliore” (Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e Resa)

Auguri socie e soci!

Antonio (Presidente)

 

Commenti

  • Francesca Venerdì, 23 Dicembre 2016

    Bellissimi pensieri che condivido in pieno, perchè in linea con la fiducia che nutro per il mio lavoro e per la vita in generale. Sono proprio contenta di essere entrata in questo gruppo di lavoro!
    Grazie per gli auguri, che ricambio con stima ed affetto!
    Francesca Oliva

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  • Antonio Finazzi Agro' Venerdì, 23 Dicembre 2016

    Grazie Francesca! Un abbraccio a te e a tutti i soci del Triveneto :D

  • jamil Sabato, 24 Dicembre 2016

    Le tue parole mi aiutano a ricordarmi e a ricordare a tutti: non sottovalutiamo mai la grande importanza che abbiamo noi progettisti sociali...nonostante non sia facile ricordarcelo. Non dimentichiamoci la grande responsabilità che abbiamo nel migliorare il mondo...Perché questo da noi si aspettano gli altri e soprattutto chi è più in difficoltà: non propositi, non speranze, non proteste, non appelli, non prediche, non slogan...ma azioni e reali cambiamenti. Per quel poco che possiamo fare, l'importante è la direzione e l'azione. Auguri, ne abbiamo bisogno tutti :-)

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  • maria fanzo Martedì, 27 Dicembre 2016

    Carissimo Presidente,
    questa mattina leggendo gli Auguri che hai fatto a tutti noi soci e socie mi sono emozionata. Mai una mission è stata descritta con tanta autentica passione e sincerità intellettiva. Essere progettista sociale non è solo una professione è l'arte di amare il mondo e gli uomini con umile determinazione....Perché le difficoltà sono le nostre sfide per cambiare e migliorare le nostre vite.
    Grazie Presidente..Auguri di cuore

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  • Antonio Finazzi Agro' Mercoledì, 28 Dicembre 2016

    Grazie Maria della tua attenzione. Ancora auguri di un vitale 2017!

  • Paola Vadal° Martedì, 27 Dicembre 2016

    Grazie Antonio per averci riportato al senso profondo del nostro lavoro e, di più, del nostro abitare questa terra con le sue complessità a volte disarmanti, che siamo chiamati ad affrontare con senso di responsabilità e di partecipazione. Un caro augurio a tutti

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  • Antonio Finazzi Agro' Mercoledì, 28 Dicembre 2016

    Grazie a te Paola, e a prestissimo o almeno al prima possibile :D

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