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Retorica progettuale e Quadro Logico: in cerca di sintesi!

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b2ap3_thumbnail_babele.jpgApprofitto di questo spazio per condividere questo mio dilemma: la retorica progettuale lascerà mai uno spazio, anche un angolino, al Quadro Logico? Riporto questo dubbio, che personalmente trovo molto stimolante, e che mi sta accompagnando dalla conclusione del VI Corso per Dirigenti e Progettisti sociali. Combatto, con poche armi e poche speranze, una personale lotta continua contro formulari assurdi e commissioni spesso poco competenti.... 

Condivido allora con altri progettisti questa mia difficoltà: far emergere la logica progettuale, in mezzo a paletti, vincoli, regole, copia e incolla a volte ridicoli, lessici non condivisi, numeri di pagina, numeri di righe, numeri di parole, spazi inclusi-spazi esclusi... Inizio oggi la redazione per un progetto al quale tengo particolarmente: con sfacciataggine e coraggio il Quadro Logico quantomeno questa volta lo cito, all'inizio del progetto. Personalmente penso di correre un rischio con la commissione che valuterà: se la indispettisco alla tredicesima riga, ho chiuso. Ho appena elaborato un artificio che spero permetta di far vedere che una logica progettuale c'è, esiste, pur nel rispetto di quella retorica progettuale, che temo prima o poi porterà tutti a dire le stesse cose, nello stesso modo, con gli stessi schemi, appiattendo del tutto la progettazione, facendo prevalere la forma sui contenuti. Per non parlare poi delle grafiche accattivanti, delle impaginazioni da grafico professionista, delle citazioni ad effetto, delle stampe a tremila colori, dell'impatto emotivo, che ho paura a volte premino più dei contenuti. Butto là queste due riflessioni,in attesa di un workshop sulla pratica testuale, che qualcuno mi ha promesso.
Nel frattempo io continuo a coltivare il mio dubbio. Chiudo -o meglio, lascio aperto!- con una citazione (omaggio al Presidente di Apis): 

La verità non vuol altro dio all'infuori di sé. La fede nella verità comincia con il dubbio in tutte le «verità» credute sino a quel momento. (Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano)

Mariella Possanza

Commenti

  • Paola Vadalà Giovedì, 28 Gennaio 2016

    Cara Mariella, capisco e condivido in senso di scoraggiamento che a volta si prova davanti a formulari che rischiano di snaturare un progetto o a commissioni poco competenti.
    Il passo che come progettisti dobbiamo compiere, secondo me, non è tanto citare nel testo del progetto gli strumenti, come ad esempio il Quadro Logico cui tu fai riferimento, ma piuttosto di "interiorizzarli", per fare in modo che, se pure nei limiti imposti dai formulari, la logica progettuale riesca ad emergere, perché chiara in primo luogo a noi. Non dico che sia facile, naturalmente.
    Nel caso specifico del progetto che stai scrivendo, hai provato a chiedere se puoi allegare una relazione più dettagliata? A volte le accettano...
    In bocca al lupo, sono certa che con la tua determinazione e la tua passione farai un ottimo lavoro! E spero di incontrarti di nuovo al workshop sulla pratica testuale, che credo in tanti aspettiamo!

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  • Antonio Finazzi Agro' Giovedì, 28 Gennaio 2016

    Attenzione attenzione, a tutti i soci... il seminario su progettazione e pragmatica testuale (come scrivere un progetto e farsi capire), si farà. Ripeto: il seminario su progettazione e pragmatica testuale si farà.
    Però non vi aspettate di portare a casa rivoluzioni stilistiche: non si insegna a scrivere in un pomeriggio, e personalmente dubito di aver di che insegnare. Più che altro cercheremo di mettere a fuoco quei requisiti formali e di contenuto che un testo progettuale ben formato, in quanto "atto linguistico" (Mariella passo a te) detiene o dovrebbe detenere, e qualche criterio, qualche criterione sul modo di formare un testo. Intanto perché non vi portate avanti col lavoro e vi ripassate quella formidabile scheggia di semiotica sapienza che Calvino ci ha regalato con l'articolo "L'Antilingua" (Il Giorno, 1965)? Qui: https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/10/08/3041/
    Io lo leggo e lo rileggo, di solito per farmi l'esame di coscienza...

  • Paola Vadalà Domenica, 31 Gennaio 2016

    Ciao Antonio, grazie per la bella notizia del seminario e per la lettura che ci hai suggerito, ricca di spunti di riflessione.

  • Silvia Serafini Lunedì, 15 Febbraio 2016

    Salve
    Noto anche io con dispiacere che il formulario venga preso come Unico modo per scrivere un progetto; con vincoli che legano un progetto e tendono a snaturare le essenze di chi scrive.
    Attendo con ansia questo workshop!
    Grazie

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